1:20 AM

The 00's issue.

Comunicato redatto da tommygun

Here we are, one step after these 00's years.

A decade that should have changed the world, but that actually didn't change anything.
Often looking at the past, these years didn't produce much new... except its brand new wars, fears and crisis. And also some good music, I gotta add!
In this post you'll find my personal ranking of the years 00's, in rigorous descending order.
I've tried to fit the best, for sure I'm leaving something outside.


  • 15) Incubus - A Crow Left of the Murder..., 2004

  • 14) The Killers - Hot Fuss, 2004

  • 13) PGR - D'anime e d'Animali, 2004

  • 12) Justice - Cross (†), 2007

  • 11) Last Shadow Puppets - The Age of the Understatement, 2008

  • 10) Vitalic - Ok Cowboy, 2005

  • 9) Pendulum - Hold your colour, 2005

  • 8) Postal Service - Give Up, 2003

  • 7) Queens of the Stone Age - Songs for the Deaf, 2002

  • 6) The Fratellis - Costello Music, 2006

  • 5) Franz Ferdinand - Franz Ferdinand, 2004

  • 4) Kasabian - West Rider Pauper Lunatic Asylum, 2009

  • 3) Libertines - Up the Bracket, 2002

  • 2) Strokes - Is this It, 2001

  • 1) Arctic Monekys - Whatever People Say That I Am, That's What I Am Not, 2006

1:21 AM

Kill me if you dare...

Comunicato redatto da tommygun

Kasabian - West Ryder Pauper Lunatic Asylum



They did it again, they wrote The Album.
WRPL is absolutely awesome, 12 track of musical delight to listen again and agin for the next 3 years.

Perfect structure for a perfect album: ballads (Ladies & Gentlemen), dance anthems (Fire ), and the future big classics (Vlad the Impaler, Underdog).


Perfect sounds too: furious bass, classic tunes, ethnic flavors and electro bits.

I love this album, probably Kasabian are one of the best things happened to the music in past few years. Don't believe me?
Then check this out.

10/10

2:42 PM

I kissed you in a style Clark Gable would have admired...

Comunicato redatto da tommygun



The Postal Service - Give Up


Che se poi uno ci pensa, l'intero album è triste.
Molte canzoni infatti raccontano storie tristi,di rottura, di solitudine, ma metti Ben Gibbard a raccontarle, e quella sua maldetta voce melliflua, allegra e concitata al tempo stesso ti farà sembrare tutto così allegro,quasi spensierato.

Give up si presenta così già dal titolo.
Ma a dire il vero, suona in maniera completamente opposta a come dovrebbe.
Metti l'elettronica difficilmente che sa essere difficilmente triste, metti liriche scritte in punta di rima o metti semplicemente un duo che ci sa fare, e gioca con la musica come uno scrittore gioca con le parol.

Parti, e tutto sembra da copione,The district sleeps alone tonight sembra dirtelo: se sei giu di morale, incazzato o solo triste, lasciami stare.
Ma fai bene a non starlo a sentire, il resto sono pure perle musicali.

Such great Heights è forse l'unica canzone che rispecchia nel suono il testo: ritmo tamburellante, parole veloci, ritmi conivolgenti, per una storia che descrive una relazione a dir poco riuscita.
Si scivola così a Sleeping In,dove si rivela cupi segreti sull'assasinio Knnedy, seguita da quello che è il capolavoro, a mio avviso, dell'intero disco: un fidanzato redento troppo tardi, una ragazza con due palle come una casa, e la storia di come lei lasci lui. Lui ovvio è incredulo e basito, non sa darsi una spiegazione, e anzi arriva a promettere il cambiamento, ad esprimere la sua volontà di invecchiare con lei, solo con lei.
Ma lei, invece, vuole preferirebbe piuttosto fargli una lezione sul perchè dovrebbe lasciare uno stronzo come lui...
Struggente vero? Peccato che il ritmo veloce, trascinante e allgro di Nothing Better, quello che ti fa tamburellare con l'indice sullo sterzo e ti fa apparire un sorrisino nell'angolo della bocca stona leggermente col resto.
Stona leggrmente con testi che recitano:

will someone please call the surgeon to crack my ribs and repair this broken heart that you're deserting (for better company)


Ma loro sono i Postal Servicee, e allora questa è la loro forza.

Scivoli così alla posizione nulìmero 6, Clark Gable.
Ancora una volta, liriche e suoni mal si conciliano, creando un effetto dolce-amaro. Ma davvero qui il duo ce la mette tutta, e sforna da un lato suoni ricercati, fini e delicati, e dall'altro strofe di questo genere:

I kissed you in a style Clark Gable would have admired...(I thought it classic).

Felici si passa così alla traccia 7, We will become Silhouette, primo ed unico singolo dell'album.
Altra canzone di rara bellezza, questa volta il suono modella semplicemente le parole (ancora una volta moto rammaricate) di Gibbard, ed il risultato è una traccia elettro-sentimentale.

L'album quindi continua con This place is a prison, traccia che avrebbe fatto gola ai Joy Division, per liriche e sonorità. Tutto ma proprio tutto (titolo compreso) rievocano scenari lugubri, pesanti e drammaticamente tristi. Che dire, a questo punto una traccia così ci voleva pr spezzare un ritmo sin troppo allegro.
E allora giù il cappello, perchè un tempismo così nella scelta dei pezzi lo si nota poche volta.

E si chiude così l'album con le ultime due tracce, Brand New Colony, e Natural Anthem. Molto bella la prima, la seconda non molto entusiasmante.



Give Up è un album che "meno male che c'è".
Suoni, testi e atmosfere cuciono un disco di rara bellezza ed intensità.
Elettronico quanto basta, pop in alcuni punti, riesce a sorprenderti ad ogni ascolto, a farti venir voglia di risentirlo ogni volta che lo rivedi.
Give Up è un disco che "avrei voluto averlo inventato io".

9/10



12:26 AM

Non è niente, stai tranquilla, è solo il cuore...

Comunicato redatto da tommygun



Amen - Baustelle

I Baustelle mi sono sempre piaciuti. Lo devo ammettere. Mi piaciono le loro canzoni, il loro modo di fare, i loro personaggi usciti direttamente dalla Milano anni 70, quella del Cinar per intenderci.
Pensate che una volta li vidi addirittura alla Fnac vicino porta Ticinese a Milano mentre sceglievano i dischi vestiti come nel video di Un romantico a Milano. Ed il batterista, sudato come un porco, si sventolava col cappello e cercava di capire perchè quel figlio di puttana che lo guardava se la ghignava mentre,piazzato sotto un getto di aria fredda, godeva all'infinito.
Per la cronaca, il figlio di puttana ero io.

Comunque, finite le stronzate, parliamo del disco.
Non è brutto, eh. Questo mettiamolo in chiaro. Ma secondo me non è alla pari della Malavita.

Anche se il disco ha diversi pezzi degni di nota.

Colombo. E pensi a colline Holliwoodiane, avvocati che fanno colazione con l'aragosta e si uccidono tra di loro, così, per divertimento.
Poi si scivola a Il liberismo hai giorni contati (saltandoa piè pari la hit Charlie fa il surf, che mi da un fastidio...), che assieme a L'aereoplano, evocano bar di stazione, macchine in un campo riempite di amanti fugaci,centri commerciali, speranze infrante, coppie che si tradiscono, una povera illusa che vede la fine del mondo-liberaldemocratico e lo scrive sui muri con lo spray.
Panico mi ricorda un pezzo gia sentito. E quando Francesco Bianconi parla sembra Amanda Lear nelle canzoni dei CCCP.
L'uomo del secolo. Personalmente credo sia un gran pezzo. Parla della grande guerra,di un uomo che diserta, di tempi cupi , tempi in cui alle elementari non si scherzava, e si ballava solo per la mietitura. Il ritmo è perfetto, la musica accompagna la voce dei cantati con il giusto ritmo, le parole disegano le scene, e quello che ne esce fuori è un pezzo tipico dei Baustelle de La Malavita.
Ethiopia, piacevole intermezzo solo strumentale, sembra la colonna sonora di un film di 007.
O di una puntata di Lupin.
E ad Ethiopia si attacca sullo stesso ritmo Andarsene. Anche qui, gran bel testo, musica di un considerevole spesore. E ti rendi conto che il disco sta per finire.
Ma non prima di regalarti un ultimo pezzo. Forse il migliore, di sicuroil più significativo.
Spaghetti Western, colonna sonora dei nostri tempi di immigrazione selvaggia, immigrazione criminalizzata, gente di merda e razzismo del cazzo.
Storie di disperazione, di sfruttatori e sfruttati. Persone che raccolgono pomodori fino allo sfinimento nel deserto di Foggia (mentre i loro padroni girano in Porsche) in modo che i nostri maccheroni al sugo siano i migliori.

Onestamente, gran bella scelta per chiudere un disco che dscrive i nostri tempi.
Tempi di centri commerciali, straricchi assassini per noia, amori veloci nei parcheggi, e pomodori rossi come il sangue.

6/10

3:39 PM

You have a face for the radio

Comunicato redatto da tommygun


Hats off to the buskers - The View


Avete presente quegli album che tenete da parte per un bel po' (circa un anno), poi un giorno lo ascoltate e dite "però,mica brutto".
Poi il giorno dopo lo risentite, pechè c'era quel pezzo che vi era piaciuto il giorno prima.
Infine il terzo giorno rimettete quel pezzo, ma non ricordate in che posizione è, quindi ve lo risentite tutto per la terza volta.
E vi piace.
Cazzo se vi piace.
Vi piace così tanto che già cantate la metà delle canzoni, e quelle che non sapete le fischiettate nei ritornelli.

"Hats off to the busker" ha avuto questo effetto su di me.
L'ho scoperto in un viaggio Roma-Venezia in macchina,per caso, al fondo di un cd di MP3.
Non l'ho lasciato più.
13 pezzi, veloci per la maggiorparte, melodici un paio.

Si parte, dopo essersi lasciati alle spalle l'iniziale pezzo caciarone e strano, con tre canzoni fche segnano il carattere dell'album: Superstar Tradesman , Same Jeans e Don't Tell Me.
Il primo pezzo vale tutto l'album, veloce, potente, coinvolgente; dopo due ascolti già lo canti a memoria e porti il tempo coll'indice sul volante.
Segno di grande pregio, direi.
Il secondo, al solito, pezzo veloce, ti entra in testa e difficilmente ne esce.Accellera nel finale, biascica musica, mangia le srofe.
E lì nella tua testa farà il paio con Don't Tell Me, a chiusura del trittico che vale tutto un albulm.
Si scivola così fino alla posizione numero 6,The Don, seguita da Face For The Radio. Mentre il primo ricalca i tre pezzi di cui sopra, il secondo è una canzone lenta e melodica, suonata bassa per lasciare posto alla voce. Che non disturba affatto.
Ed infine Wasted Little Dj's.
Secondo me, il pezzo migliore dell'album.
Adoro l'acuto del cantante nel ritornello.
Adoro l'attacco, e la chiusura.
Il resto lo lascio a voi. Non ve ne pentirete.

Penso di essere l'unica persona al mondo che ha tratto vantaggio dal perdersi nella Pianura Padana.

8/10

12:45 AM

Cause everyday you'll hear me say...Baby I'm yours.

Comunicato redatto da tommygun


The age of the understandment- The Last Shadow Puppets

Avete presente l'ep fatto uscire Dagli Arctic Monkeys un paio di anni fa chiamato "Leave before the lights come out"? Bene, e ricordate il b-side di quel LP, "Baby I am yours"?
Mettetelo da parte.
Ora, ripensate per un attimo a "505" da "Favourite Worst Nightmare".
Il disco dei TLSP è praticamente un mix di questi due brani, ritmi lenti, liriche incentrate su un unico argomento(sta a voi scoprirlo dopo il secondo numero 2), che alternano la voce di Turner a quella del suo clone(vocale) Kane.
Niente chitarre in infuriate, niente pezzi da 3 minuti come schiaffi in faccia, niente bassi-batteria-bassi.Ma il disco non stufa, anzi, è bello!
Rileggere in chiave "romantica" Turner è davvero strano, la sua voce si presta benissimo per questo scopo (e lo stesso si dica per Kane, per il noto principio della Transitività...), i pezzi davvero si fanno piacere.
Prendete ad esempio il trittico "Only the truth"-"My Mistakes Were Made for You" - "Black Plant", difficilmente non lo si nota la primo ascolto, personalmente è il momento più alto del disco.
La title-track, "The Age of the Understatement", è quella che apre il disco: è stata anche il primo singolo dell'album, ogni commento mi sembra superfluo...nella Perfida Albione non sono mica scemi!

Complessivamente un bel disco.

7/10




12:40 AM

EXCUSE ME SIR IM LOOKING FOR A PLACE WHERE I CAN GET LOST...

Comunicato redatto da tommygun


Made in the dark - Hot Chip.

Tu certe cose non te le aspetti.
Tu non ti aspetti che un gruppo al terzo album riesca ancora a mantenere le stesse sonorità del primo senza rompere i coglioni.
Gli Hot Chips escono con Made in the dark e arrivano al #4 delle classifiche UK.
E' vero che giocavano i casa,e gli inglesi saranno pure quel che sono, ma almeno di musica qualcosina la intendono.

L'album, dicevamo, rispecchia il clichè Hot Chips: elettronica, tanti bei motivetti, le voci di Taylor e Goddard mischiate benissimo ai sintetizzatori di Clarke e Doyle,canzoni che ti entrano in testa dopo diversi ascolti e ne escono difficilmente.
Le melodie del disco, iper elaborate, danno vita a tracce ora melodiche, ora spigolose, ora entrambe.
Sì, perchè è quello che domina il clichè Hot Chip: il saper mischiare l'elettro al pop, la melodia alla drum machine, la voce dolce e melliflua del cantante a suoni distorti e elettronici di Clarke e Doyle.

E' il caso di Ready for the Floor, secondo singolo estratto dall'album, che musicalmente emerge dal disco, vuoi per la sua facilità d'ascolto, vuoi per il suo testo, vuoi perchè ha una melodia incredibile.
Wrestlers, personalmente uno dei pezzi migliori dell'album, ha una strana genesi del testo:
"The idea and lyrics for the song, "Wrestlers", were formulated from a text sent from James Murphy of LCD Soundsystem and DFA Records, after guitarist Al Doyle toured with LCD Soundsystem.The text message read, "Sorry you can't have Al back, I'll wrestle you for him. And I'll beat you because I'm bigger and stronger than you."Goddard said, "the words in that song are about wrestling and we have no doubt that James Murphy would kill us all in wrestling."
La traklist Made in the Dark, invece, delude un po', e ci si sarebbe aspettato qualcosina di più dal pezzo che da il nome all'album.

Complessivamente un ottimo disco.

7/10


Bachelite- Offlaga Disco Pax


Sono ormai giorni che ho in loop questo album.
Un album perfetto nei suoni,ottimo nelle parole,privo di mezzi termini.
La voce di Max Collini narra per 51 minuti e rotti storie stracolme di significati e appartenenti ad un passato,purtroppo, lontano.
Si parte con Superchiome, ottimo brano che apre il disco con una forza ed energia sorprendenti; capisci subito come sarà il nuovo album, quanta voglia ha Max di parlare e raccontare, e ti chiedi chi cazzo sarà mai questa Carlotta,punk di provincia con i capelli rossi e arancioni.
Ma il meglio deve ancora venire, e allora si salta su Ventrale, pezzo che descrive perfettamente un album ( e una vita), tra ricordi,citazioni e un grande accompagnamento musicale.
Sì perchè la musica degli Offlaga ha questo potere, cambiare il significato di una storia, darle il giusto peso malinconico, o rendere le parole pietre.
Dicevamo di Ventrale, tributo all'ultimo grande saltatore in alto russo, capace in un epoca di cambiamenti di stabilire il record del mondo, metodo? VENTRALE.
"Con tanti saluti a Jacek Wszola e al suo amico Lech Walesa"
Musicalmente perfetta, è in grado di sottolineare la straordinaria impresa ("...La vittoria di Vladimir fu un eroismo da Terza Internazionale") in maniera perfetta.
Dove ho messo la golf e Lungimiranza sono un piacevole intermezzo in cui vengono raccontate due storie (la seconda è l'esordio da fonico nel mondo della musica in un circolo ARCI di Ligabue)...tempi lontani dicevamo, tempi in cui una golf con l'adesivo di Lula non la notava nessuno. Nemmeno se la rubavi dal parco macchine rimosse.
Sensibile,invece,è una (giustissima) accusa a quella giustizia tutta all'italiana,di quelle storie solo italiane in cui i criminali comuni vengono usati per motivi politici,governativi, e quindi restano impuniti . Rei sono Francesca Mambro e il suo compagno Fioravanti, definito dalla Mambro "sensibile".
Sensibile...uno che uccideva a destra e sinistra,uno che (forse) piazzava bombe, di sicuro un pazzo.
Grande pezzo, che si spezza in due momenti distinti: il racconto iniziale dell'episodio, quasi sussurrato, detto a denti stretti, e l'accusa liberatoria, quasi urlata, recitata con un timbro di voce alto, molto alto rispetto alla prima parte.
Ma la canzone si conclude con un'ammisione: Fioravanti e Mambro, al momento, vincono 2-0. Loro sono liberi, per ora.
Cioccolato I.A.C.P. riprende i temi di Robespierre, e svela un segreto: che cazzo centra sto Toblerone. Da adesso tutti sapranno perchè.
Fermo! e Venti Minuti,invece, sono pezzi lenti, ricchi di significato, a mio avviso quelli che meno emergono dall'intero album, ma non per questo da scartare.
Spcialmente Venti minuti, cronaca dettagliata di un burrascosa relazione tra Max ed il padre, vista dagli occhi di un ex commilitone del secondo ormai scomparso.
E tra di loro un capolavoro, Onomastica, giro di basso predominante, sax, e "nomi di santi da lunario" alternativi.
Lascio immaginarvi quali.

9/10